Il segnale orario è un servizio utilitario gestito dall'Istituto nazionale di ricerca metrologica. Viene diffuso anche dalla RAI sulle emittenti televisive (Rai 1, Rai 2 e Rai 3) e radiofoniche (Rai Radio 1, Rai Radio 2, Rai Radio 3, Isoradio, Filodiffusione RAI).

L'attività di disseminazione di segnali di tempo campione, è iniziata nel 1942 con l'invio alla RAI dei segnali orari ed è stata successivamente estesa con le trasmissioni di tempo e frequenza campione su onde corte (IBF, 1951), con l'esecuzione di misure giornaliere sui segnali di sincronismo di quadro televisivi per il confronto di oscillatori remoti (1970), con l'aggiunta del codice di data sui segnali orari RAI (1979), con la generazione di un codice telefonico di data distribuito via modem (1991), ottenibile selezionando i numeri +39 011 3919 263/264, e con quella di un servizio NTP (Network Time Protocol) di disseminazione su rete informatica.

La stazione dell'Istituto elettrotecnico nazionale Galileo Ferraris trasmetteva da Torino (45°02'N 07°42'E) dei segnali di tempo e frequenza campioni provenienti dal laboratorio dell'istituto con il nominativo radiotelegrafico IBF in onde corte, sulla frequenza di 5,000 MHz. La potenza del trasmettitore era di 5 kW. Le emissioni iniziarono nel 1951[3] e terminarono il 1 novembre 1991.[4] Un impulso di 5 cicli (periodi) sinusoidali di una nota a frequenza di 1000 Hz veniva diffuso ad intervalli di 1 secondo UTC; sette di questi impulsi della durata di 5 ms marcavano il minuto intero. Ai minuti 50 e 60 dell'ora veniva emesso, in codice internazionale Morse, il nominativo e l'ora in tempo medio dell'Europa Centrale (Orario A). Un annuncio in fonia in lingua italiana, francese e inglese veniva diffuso all'inizio e alla fine di ciascuna trasmissione.

(fonte wikipedia)